La tecnica MACS permette di selezionare gli spermatozoi sulla base di specifiche caratteristiche, offrendo un ulteriore strumento nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita

Quando si parla di fertilità maschile compromessa, uno degli aspetti da considerare è la qualità degli spermatozoi e la possibilità di selezionare quelli con caratteristiche più favorevoli nell’ambito di un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita.

Ai tradizionali test che prendono in considerazione la morfologia, la concentrazione e la motilità degli spermatozoi si affiancano tecniche che permettono di valutarne ulteriori caratteristiche, tra cui quelle correlate all’integrità del DNA spermatico.

Fertilità maschile compromessa e danni al DNA spermatico

La tecnica MACS (Magnetic-Activated Cell Sorting) permette di selezionare gli spermatozoi attraverso un sistema di separazione magnetica, distinguendo le cellule che presentano segnali associati ai processi di apoptosi da quelle che non li presentano.

La frammentazione del DNA spermatico può essere associata a diversi fattori. Infezioni e processi infiammatori, fumo, età, esposizione ad agenti inquinanti ambientali e temperature elevate a livello testicolare sono alcuni degli elementi che possono influire negativamente sulla fertilità maschile.

Questi fattori, insieme all’esposizione a radio e chemioterapia, possono contribuire allo stress ossidativo durante il processo di spermatogenesi e determinare alterazioni a livello del DNA spermatico.

Quali conseguenze può avere la frammentazione del DNA spermatico?

«Un alto livello di frammentazione del DNA nelle cellule spermatiche può influenzare negativamente le divisioni embrionarie», spiega il Dr. Gian Marco Momi, biologo del laboratorio IVF di ProCrea.

«La conseguenza è una difficoltà maggiore non solamente ad arrivare a un concepimento, ma anche, qualora si arrivi a una fecondazione, ad arrivare al termine della gravidanza. Infatti, ad elevati valori di frammentazione vengono ricondotti diversi aborti spontanei perché l’integrità genetica dello spermatozoo è essenziale per il normale sviluppo embrionale».

In presenza di una fertilità maschile compromessa, approfondire anche questi aspetti può quindi fornire ulteriori informazioni utili nell’ambito del percorso diagnostico e terapeutico.

Come funziona la tecnica MACS?

Con la MACS le cellule che presentano specifici marcatori vengono separate, preservando gli spermatozoi che non presentano tali segnali. La tecnica agisce attraverso un sistema di selezione magnetica.

«L’analisi che viene effettuata agisce su fattori che altri esami non prendono in considerazione. Il risultato è che si hanno immediatamente a disposizione gli spermatozoi che hanno migliori caratteristiche. La MACS è una tecnica che permette di “leggere” gli spermatozoi a livello molecolare, poiché è in grado di distinguere ed eliminare quelli che si trovano nelle fasi precoci di apoptosi, cioè avviati verso un processo di degenerazione cellulare, da quelli sani», spiega Momi.

Il processo prevede la marcatura magnetica delle cellule da separare. «Attraverso una colonna di separazione gli spermatozoi anomali vengono trattenuti, mentre gli altri passano oltre per poi essere raccolti per un successivo utilizzo in un trattamento di PMA o per la crioconservazione».

La possibilità di disporre degli spermatozoi selezionati per un successivo utilizzo rappresenta una delle caratteristiche che distingue questa metodica dai test diagnostici di frammentazione del DNA, che permettono invece di valutare la percentuale di cellule con DNA frammentato.

L’esperienza di ProCrea nella fertilità maschile

Con una lunga esperienza nel campo della Medicina della Riproduzione, ProCrea si avvale di un’équipe di medici, biologi e specialisti nella fisiopatologia della riproduzione.

Nei casi di fertilità maschile compromessa, un inquadramento diagnostico approfondito permette di valutare le possibili cause e individuare gli esami e le tecniche più appropriate sulla base della situazione del singolo paziente e della coppia.

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