Sempre più donne oggi arrivano a desiderare una maternità dopo i 40 anni. Non si tratta di una scelta “in ritardo”, ma di percorsi di vita che seguono tempi diversi: relazioni che iniziano più tardi, stabilità personale e professionale che si costruisce nel tempo, nuove consapevolezze.
La domanda, però, resta sempre la stessa: è ancora possibile?
La risposta non è unica, ma parte da un punto fondamentale: oggi la Medicina della Riproduzione offre strumenti concreti per affrontare questo percorso. Ciò che fa davvero la differenza è partire da una valutazione personalizzata, che tenga conto della situazione specifica di ogni donna e di ogni coppia.
“Non sapevo da dove iniziare”: la testimonianza di Chiara
“Quando ho compiuto 43 anni, ho capito che volevo davvero diventare mamma.
Io e mio marito ne parlavamo da tempo, ma tra lavoro, cambiamenti e il momento giusto che sembrava non arrivare mai, abbiamo sempre rimandato.
Quando abbiamo deciso di provarci, la prima domanda è stata: e adesso?
All’inizio abbiamo cercato informazioni da soli, ma ci sentivamo sempre più confusi. Poi abbiamo deciso di rivolgerci al centro Next Fertility ProCrea di Lugano e abbiamo iniziato un percorso con la Dr.ssa Marina Bellavia.
La cosa che ci ha colpito subito è che non ci è stata data una risposta standard. Siamo partiti da noi, dalla nostra storia e dalle nostre possibilità. Ma soprattutto, abbiamo trovato una persona capace di ascoltarci davvero: la Dr.ssa Bellavia ci ha accompagnati con grande empatia e umanità, facendoci sentire compresi in ogni fase del percorso.
Non è stato semplice, ci sono stati momenti di attesa, dubbi e fatica. Ma non ci siamo mai sentiti soli e, passo dopo passo, abbiamo costruito una strada concreta insieme.
Oggi quel percorso ha preso forma: finalmente possiamo dire che il nostro piccolo Manuel è tra le nostre braccia. Siamo i genitori più felici del mondo! E se ripensiamo a tutto quello che abbiamo vissuto, sappiamo che la differenza l’ha fatta proprio questo: non aver smesso di cercare, ma aver scelto di farlo con le persone giuste accanto.”
Cosa succede alla fertilità dopo i 40 anni?
La fertilità femminile non cambia improvvisamente, ma segue un andamento progressivo.
Già a partire dai 35 anni si osserva una riduzione della riserva ovarica, ovvero del numero di ovociti disponibili, accompagnata da un progressivo calo della loro qualità. Dopo i 40 anni, questo processo diventa più marcato: aumenta la probabilità che gli ovociti presentino alterazioni cromosomiche e diminuisce la possibilità di ottenere una gravidanza spontanea.
Questo si traduce, nella pratica, in tempi più lunghi per concepire e in una maggiore probabilità di interruzioni precoci di gravidanza.
Come spiega la Dr.ssa Marina Bellavia, Direttrice Sanitaria e Ginecologa specialista in Medicina della Riproduzione, però, l’età anagrafica da sola non è sufficiente a definire la fertilità: esiste una grande variabilità individuale, ed è proprio per questo che è fondamentale una valutazione mirata.
Da dove si parte davvero per valutare la propria fertilità?
Il primo passo non è scegliere un trattamento, ma comprendere il proprio quadro clinico.
La valutazione della fertilità si basa su una serie di esami specifici che permettono di analizzare la riserva ovarica e il funzionamento del sistema riproduttivo. Tra questi, il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH) consente di stimare il numero di ovociti residui, mentre l’ecografia ovarica permette di valutare la conta dei follicoli antrali.
A questi si affiancano spesso esami ormonali e, quando necessario, ulteriori approfondimenti diagnostici.
Questa fase è essenziale perché consente di costruire un percorso realmente personalizzato, evitando approcci standardizzati e orientando le scelte in modo consapevole.
Quali sono le possibilità di procreazione assistita dopo i 40 anni?
Una volta definito il quadro clinico, è possibile valutare le diverse opzioni che offrono i trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA).
Quando la riserva ovarica lo consente, si può intraprendere un percorso con ovociti propri attraverso tecniche come FIVET o ICSI. Si tratta di procedure che prevedono la stimolazione ovarica, il prelievo degli ovociti e la fecondazione in laboratorio, con successivo trasferimento dell’embrione.
Dopo i 40 anni, tuttavia, la probabilità di successo per singolo ciclo è generalmente più bassa rispetto a età più giovani, e può essere necessario affrontare più tentativi.
Un trattamento che non porta alla gravidanza desiderata può sollevare molti dubbi e preoccupazioni. Comprendere perché una FIVET può non avere successo e quali possibilità valutare dopo un risultato negativo può aiutare ad affrontare le eventuali scelte successive con maggiore consapevolezza.
In presenza di una qualità ovocitaria ridotta, può essere presa in considerazione anche l’ovodonazione. Questa tecnica prevede l’utilizzo di ovociti donati e rappresenta una possibilità concreta per aumentare le probabilità di gravidanza, soprattutto quando la riserva ovarica è compromessa.
La scelta del percorso avviene sempre in modo condiviso con il team medico, sulla base delle caratteristiche cliniche e delle aspettative della coppia.
Perché il fattore tempo è così importante dopo i 40 anni?
Uno degli elementi più rilevanti nella Medicina della Riproduzione è il tempo.
Dopo i 40 anni, la fertilità può subire variazioni anche in intervalli relativamente brevi. Rimandare una valutazione o l’inizio di un percorso può ridurre le opzioni disponibili e influire sulle probabilità di successo.
Per questo motivo, rivolgersi a uno specialista non significa necessariamente iniziare subito un trattamento, ma acquisire informazioni utili per prendere decisioni con maggiore consapevolezza.
Quanto conta l’aspetto emotivo in questo percorso?
Durante il primo colloquio, accanto alla visita con una Ginecologa specializzata in Medicina della Riproduzione, viene offerta a tutte le coppie anche una prima seduta di counseling con Monica Trabalza, Counselor specializzata in procreazione medicalmente assistita (PMA) e supporto perinatale. Si tratta di uno spazio pensato per accogliere i pazienti fin dall’inizio, non solo dal punto di vista clinico, ma anche emotivo.
Il percorso di procreazione assistita, infatti, non coinvolge solo il corpo, ma anche aspetti profondi legati alla sfera psicologica e relazionale: aspettative, timori, tempi di attesa e decisioni complesse possono avere un impatto significativo sulla coppia.
Per questo, il counseling rappresenta un supporto concreto, che permette di dare voce a emozioni spesso difficili da esprimere, migliorare la comunicazione e affrontare con maggiore consapevolezza ogni fase del percorso. Un accompagnamento che si integra con il lavoro medico, contribuendo a creare un equilibrio più solido durante tutto il trattamento.
Diventare mamma dopo i 40: cosa sapere per iniziare il percorso
Affrontare una gravidanza dopo i 40 richiede alcune consapevolezze fondamentali.
Ogni situazione è diversa e non esiste un’età “uguale per tutte”. La fertilità dipende da molteplici fattori e può variare significativamente da persona a persona.
Informarsi precocemente consente di avere più opzioni e di evitare decisioni affrettate in condizioni di urgenza. Allo stesso tempo, è importante sapere che la procreazione assistita non è un percorso standard, ma viene costruito su misura.
Affidarsi a un centro specializzato, come la nostra clinica Next Fertility ProCrea, significa poter contare su un approccio integrato, in cui competenze mediche ed emotive lavorano insieme per accompagnare ogni coppia.
Revisione medica a cura della Dr.ssa Marina Bellavia – Direttrice Sanitaria e Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione. Aggiornato il 8/05/2026
FAQ – Domande frequenti sulla PMA dopo i 40 anni
È possibile rimanere incinta naturalmente dopo i 40 anni?
Sì, ma le probabilità sono ridotte rispetto a età più giovani, per diversi motivi, tra cui la diminuzione della qualità ovocitaria. Una valutazione specialistica permette di comprendere le possibilità individuali.
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita funzionano dopo i 40 anni?
Sì, ma le probabilità di successo dipendono da diversi fattori, tra cui la riserva ovarica e la qualità degli ovociti. In alcuni casi, l’ovodonazione può aumentare significativamente le possibilità di gravidanza.
È possibile effettuare un percorso di ovodonazione in Svizzera?
No, attualmente la normativa svizzera non consente di effettuare trattamenti di ovodonazione nel Paese. Tuttavia, per le pazienti che necessitano di questo percorso, Next Fertility ProCrea offre la possibilità di intraprendere un programma di ovodonazione con transfer in Italia, accompagnando le coppie in ogni fase del percorso, dalla valutazione iniziale fino al supporto clinico e organizzativo.
Quando è consigliabile rivolgersi a un centro di fertilità?
Dopo i 40 anni è consigliabile non attendere: anche pochi mesi possono fare la differenza nel definire il percorso più adatto.
