La MicroTESE (Microscopic Testicular Sperm Extraction) è una tecnica di microchirurgia testicolare che consente di recuperare spermatozoi direttamente dal testicolo nei pazienti con azoospermia non ostruttiva (NOA), una condizione in cui gli spermatozoi non sono presenti nel liquido seminale a causa di una spermatogenesi gravemente compromessa.
L’intervento viene eseguito con l’ausilio di un microscopio operatorio ad alto ingrandimento (fino a 36x), che permette al chirurgo di individuare con precisione le aree del testicolo in cui possono essere residuati tubuli seminiferi di calibro normale o quasi.
La spermatogenesi avviene all’interno dei tubuli seminiferi. Quando questa è gravemente compromessa, i tubuli tendono a ridurre il proprio calibro. Grazie all’osservazione ad alto ingrandimento e alla misurazione del diametro dei tubuli mediante uno speciale caliper ideato dal Prof. Giovanni M. Colpi, è possibile selezionare quelli che hanno maggiori probabilità di contenere spermatozoi.
Questo approccio consente di limitare al minimo il prelievo di tessuto testicolare, rendendo l’intervento più preciso e meno invasivo rispetto alle tecniche tradizionali.
Ogni micro-prelievo di tessuto testicolare viene esaminato in tempo reale dalla biologa senior presente in sala operatoria, che collabora costantemente con il microchirurgo andrologo durante tutta la procedura per individuare le aree più promettenti e rendere il recupero degli spermatozoi il più efficace possibile.
Successivamente, il materiale viene trasferito nel laboratorio di embriologia, dove è sottoposto a specifiche procedure biologiche, come trattamenti enzimatici e centrifugazioni, che richiedono generalmente almeno due ore di lavoro e consentono di massimizzare il recupero degli spermatozoi. Gli spermatozoi recuperati possono quindi essere utilizzati per la ICSI e/o crioconservati.
Nel corso dell’intervento viene eseguita anche una biopsia testicolare destinata all’esame istologico. Questo permette di valutare il grado di compromissione della spermatogenesi, verificare la corrispondenza tra i risultati biologici e quelli istologici e individuare precocemente l’eventuale presenza di cellule germinali con alterazioni neoplastiche ancora silenti.
Durante la procedura viene inoltre realizzata una documentazione fotografica intraoperatoria dei reperti più significativi, utile a documentare la completezza dell’intervento.
L’intervento, nelle mani del Prof. Colpi, è virtualmente indolore: solo il 30% dei pazienti operati fa uso di una-due tachipirine nei primi due giorni dopo l’intervento.
Questo approccio consente nei pazienti con azoospermia non ostruttiva di aumentare notevolissimamente le probabilità di recupero degli spermatozoi (52% in Letteratura; 57% nella nostra casistica degli ultimi anni) rispetto alle tecniche tradizionali (circa 35% con la TESE; circa 18-20% con lo agoaspirato).
Secondo le Guidelines internazionali (AUA/ASRM, EAU, GAF) la MicroTESE è raccomandata come procedura gold standard in tutti i casi di Azoospermia Non-Ostruttiva, perché garantisce un tasso di recupero degli spermatozoi inarrivabile con qualunque altra tecnica e con una perdita di tessuto enormemente inferiore a quello della TESE, sia semplice che, a maggior ragione, multipla.
La decisione di eseguire una MicroTESE va sempre presa dopo un’attenta valutazione andrologica, che consente di preparare adeguatamente il paziente all’intervento, sia eliminando qualunque fattore di rischio per la spermatogenesi a cui il paziente è magari da anni inconsapevolmente esposto, sia con eventuali terapie farmacologiche (ormonali o altro) che l’evidenza scientifica e l’esperienza clinica suggeriscono al fine di aumentare la probabilità di successo dell’intervento.
Il Servizio di Andrologia Clinica è diretto dal Dr. Giovanni M. Colpi, Direttore Scientifico e Andrologo di NextFertility Procrea ed è dedicato alla gestione del partner maschile delle coppie infertili.
Il Dr. Giovanni M. Colpi, già fondatore dell’Istituto per la Sterilità e la Sessualità di Milano (www.istitutoises.it), struttura presso cui ha formato in infertilità maschile numerosi suoi allievi, e già Direttore della Unità Operativa Complessa di Uro-Andrologia e Riproduzione Assistita dell’Ospedale San Paolo, Polo Universitario di Milano, e primo ad introdurre la MicroTESE in Italia, con oltre 2400 MicroTESE al suo attivo è oggi considerato uno dei massimi esperti internazionali nella gestione chirurgica delle azoospermie e delle criptozoospermie attraverso la MicroTESE.
Sebbene entrambe abbiano l’obiettivo di recuperare spermatozoi direttamente dal testicolo, la MicroTESE rappresenta un’evoluzione superspecialistica della TESE.
Nella TESE, infatti, viene prelevato a occhio nudo un frammento casuale di tessuto testicolare, nella speranza che al suo interno sia presente un’isola residua di spermatogenesi. Maggiore è la quantità di tessuto asportato (ed eventualmente il numero di aree sottoposte a prelievo), maggiori sono le probabilità di recuperare spermatozoi.
Si tratta però di un intervento più invasivo, che comporta una maggiore perdita di tessuto testicolare e un più elevato rischio di riduzione dei livelli di testosterone. Inoltre, il ruolo del chirurgo è limitato e il successo del recupero dipende in larga parte dal lavoro del biologo.
La TESE è oggi esclusa dalle linee guida delle principali società scientifiche internazionali e, sebbene sia ancora praticata in alcuni centri (soprattutto perché la maggior parte degli urologi non possiede un’esperienza specifica in microchirurgia), è considerata meno efficace rispetto alla MicroTESE nell’offrire ai pazienti con azoospermia non ostruttiva la possibilità di ottenere una gravidanza con i propri spermatozoi.
Già nel 2015 le Canadian Urological Association (CAU) Guidelines riportavano:
“The testicular sperm extraction procedure should be offered to all men with NOA, but should only be undertaken in a Centre with expertise in MicroTESE and where an ICSI laboratory with expertise in handling these samples is available.”
Questo principio è ancora oggi pienamente valido: il trattamento dell’azoospermia non ostruttiva offre le migliori possibilità di successo quando viene eseguito in centri altamente specializzati, che possano contare sia su un’elevata esperienza microchirurgica sia su un laboratorio di PMA con competenze specifiche nella gestione dei campioni testicolari.
Da quasi cinque anni, Next Fertility ProCrea propone la MicroTESE a fresco (fresh MicroTESE/ICSI), una procedura ancora disponibile in pochissimi centri in Europa. La MicroTESE viene eseguita nello stesso giorno del pick-up ovocitario della partner del paziente azoospermico.
Grazie a questa sincronizzazione, gli spermatozoi recuperati vengono utilizzati immediatamente per la ICSI, limitando la perdita numerica degli spermatozoi recuperati, che spesso sono pochi o molto pochi, ed evitando i possibili danni al loro DNA conseguenti alla crioconservazione.
Gli eventuali spermatozoi recuperati in esubero vengono comunque crioconservati per un eventuale utilizzo futuro.
La MicroTESE a fresco è una procedura altamente specialistica che richiede competenze specifiche sia dal punto di vista microchirurgico sia biologico ed embriologico, attivata in Procrea dal Dr. Giovanni Maria Colpi, uno dei massimi esperti a livello internazionale in questo campo.
La sua esperienza, unita all’utilizzo di tecnologie dedicate e a un approccio multidisciplinare, consente di ottenere nei pazienti con Azoospermia Non-Ostruttiva risultati superiori alle medie riportate nella Letteratura scientifica:
Contenuti a cura del Dr. Colpi – ultimo aggiornamento 07/2026
La MicroTESE (Microscopic Testicular Sperm Extraction) è una tecnica microchirurgica indicata come gold standard dalle linee guida internazionali (EAU, Global Andrology Foundation) in tutti i casi di Azoospermia Non-Ostruttiva, cioè quando il liquido seminale è privo di spermatozoi a causa di un grave danno della spermatogenesi.
Sì. In molti testicoli di pazienti azoospermici restano attivi isolotti microscopici di spermatogenesi residua. La MicroTESE permette di individuarli e raccoglierli per utilizzarli in fecondazione in vitro (ICSI), consentendo a molti uomini di avere figli geneticamente propri.
Il tasso di recupero positivo in Next Fertility ProCrea è attualmente (2026) il 57-58%, in linea con i massimi centri internazionali. Questo risultato dipende sia dall’esperienza del microchirurgo che da quella dei biologi, che proseguono la ricerca in laboratorio ancora per circa due-quattro ore dopo l’intervento.
L’intervento viene eseguito in anestesia generale, in day hospital. Il chirurgo opera a 36 ingrandimenti con un microscopio operatore, requisito indispensabile per una vera microTESE. La durata va da 75 a 180 minuti e il decorso post-operatorio è virtualmente indolore.
La TESE convenzionale viene fatta ad occhio nudo.
Va fatta attenzione alle fake-MicroTESE, cioè ad interventi presentati come MicroTESE ma di fatto eseguite con le loupes chirurgiche (cosiddetti “occhialini”), cioè ad ingrandimenti molto inferiori (3,5-5x). Un tubulo seminifero atrofico ha un calibro di 50-150 micron (da un ventesimo ad ad un settimo di millimetro). Il minimo calibro di un tubulo seminifero che potrebbe (ma non necessariamente!) già ospitare spermatozoi è 180 micron (circa due undicesimi di millimetro), e un tubulo con il 90% di probabilità di ospitare spermatogenesi ha un calibro di poco più di 200 micron (un quinto di millimetro). Appare lampante che ingrandimenti di 3,5-5X non possono discriminare così piccole differenze di calibro che possono fare la differenza nel risultato positivo o negativo del recupero.
La MicroTESE a 36 ingrandimenti ha permesso un elevato numero di recuperi positivi in pazienti già operati di TESE e addirittura di MicroTESE in altri Centri con équipes meno esperte.
Nella MicroTESE a fresco il recupero degli spermatozoi avviene in simultanea al prelievo ovocitario della partner. Questo consente di usare spermatozoi freschi per la ICSI, evitando i danni al DNA e la perdita numerica causati dal congelamento, che in media rende inutilizzabili circa due terzi degli spermatozoi recuperati. Pochi centri al mondo offrono questa modalità; ProCrea è tra questi.
Se il recupero è positivo e si ottengono blastocisti in numero sufficiente, ogni trasferimento embrionale offre circa il 45% di probabilità di gravidanza evolutiva. Con più trasferimenti disponibili, la probabilità cumulativa di ottenere almeno una gravidanza può avvicinarsi al 70%.
Il costo complessivo dell’intervento a Lugano è indicativamente di 6.500 euro, inclusa tutta la parte biologica (ricerca in sala operatoria e in laboratorio, crioconservazione degli spermatozoi recuperati).
Sì. Il Prof. Colpi ha rioperato con successo pazienti già sottoposti a interventi eseguiti in altri centri con tecniche non adeguate, consentendo loro di ottenere figli. L’elenco è ormai alquanto lungo. Pertanto, un precedente esito negativo ottenuto con una tecnica non conforme alle linee guida o con inadeguata assistenza qualitativa biologica non deve essere considerato definitivo.
