Un trattamento di procreazione medicalmente assistita è, a tutti gli effetti, un trattamento medico. Per quanto motivato da un desiderio profondo di genitorialità, richiede attenzione, preparazione e responsabilità sia da parte del team medico sia da parte della paziente. Il nostro centro di medicina della riproduzione ProCrea di Lugano adotta da sempre un approccio strutturato, volto a ridurre le complicazioni e garantire la massima sicurezza. Ecco le cinque aree di intervento più sensibili.
1. Stimolazione ovarica: equilibrio e personalizzazione
La stimolazione ormonale è una fase delicata del percorso di PMA. «Una stimolazione non corretta può causare iperstimolazione ovarica con aumento del rischio di trombosi e ovociti di scarsa qualità oppure, all’opposto, una risposta troppo debole e quindi insufficiente alla produzione di ovociti», spiega la Dr.ssa Marina Bellavia, Ginecologa specialista in Medicina della Riproduzione presso ProCrea.
«L’obiettivo è sempre una risposta ovarica equilibrata, grazie a protocolli personalizzati e a un’attenta valutazione preliminare. In alcune pazienti, ad esempio, si possono eseguire test genetici per individuare mutazioni dei fattori della coagulazione e, in caso positivo, adottare misure preventive mirate. Anche la sindrome da iperstimolazione ovarica, una delle complicanze più temute, può essere prevenuta con un monitoraggio attento e dosaggi ormonali più bassi».
2. Anestesia: valutazione e sicurezza
Durante il prelievo ovocitario viene eseguita un’anestesia, in genere in sedoanalgesia. «È fondamentale raccogliere un’anamnesi completa per conoscere eventuali allergie o intolleranze farmacologiche e prevenire reazioni avverse», spiega la Dr.ssa Chaimae Zehhaf, Responsabile Team Aiuto Medico e Sala Operatoria, e Ostetrica del centro ProCrea. «La sedoanalgesia consente di combinare sedazione profonda e controllo del dolore, minimizzando i rischi per la paziente».
3. Osservazione post-intervento: il tempo necessario
Dopo il pick-up ovocitario, la paziente viene monitorata con attenzione. «È essenziale osservare la paziente per verificare che non ci siano segni di emorragia interna o complicazioni post-anestesia», continua la Dr.ssa Zehhaf,. «Prevediamo almeno mezz’ora di riposo in sala operatoria e 4 ore di osservazione, durante le quali la paziente resta sotto controllo. È altrettanto importante seguire scrupolosamente le indicazioni riportate nella lettera di dimissioni».
4. La struttura: un ambiente chirurgico completo
Il trattamento deve essere eseguito all’interno di una struttura autorizzata, attrezzata e conforme agli standard di sicurezza. «Tutti i prelievi ovocitari vengono effettuati in una sala operatoria vera e propria, con le apparecchiature e il personale necessari per intervenire rapidamente in caso di emergenza», aggiunge la Dr.ssa Bellavia.
5. Stile di vita della paziente: un ruolo attivo
Anche la paziente può contribuire alla riuscita del trattamento, adottando alcune semplici ma fondamentali precauzioni. «Smettere di fumare, seguire un’alimentazione equilibrata e raggiungere il normopeso sono misure che non solo aumentano le probabilità di successo del trattamento, ma riducono anche il rischio di complicazioni in gravidanza», conclude la Dr.ssa Bellavia.
Il fumo e l’obesità, infatti, non solo compromettono la fertilità, ma aumentano il rischio di aborto e parto prematuro. Una buona preparazione al concepimento passa anche da qui.
Un percorso sicuro verso la genitorialità
La sicurezza nei trattamenti di procreazione medicalmente assistita non è mai frutto del caso: richiede preparazione, esperienza e collaborazione tra équipe medica e pazienti. Ogni fase del percorso – dalla stimolazione ovarica al post-intervento – è regolata da protocolli precisi, pensati per ridurre i rischi e aumentare le probabilità di successo.
Affidarsi a un centro strutturato come ProCrea, che investe da sempre nella qualità della cura e nella prevenzione delle complicanze, significa intraprendere un percorso verso la genitorialità con maggiore consapevolezza, serenità e fiducia.
