Si è concluso il 3rd International Meeting “The Future of A.R.T.” (Assisted Reproductive Technology), il congresso scientifico biennale organizzato dalla nostra clinica, Next Fertility ProCrea, che si è tenuto a Lugano lo scorso 13 marzo 2026.

Un appuntamento che ha riunito alcuni dei principali esperti internazionali nel campo della medicina della riproduzione, creando un momento di confronto concreto sulle nuove frontiere della scienza riproduttiva e confermando il ruolo sempre più rilevante della nostra clinica nel panorama scientifico europeo.

A guidare i lavori, un comitato scientifico di alto profilo composto dalla Dr.ssa Marina Bellavia, Direttrice Sanitaria e Ginecologa specialista in Medicina della Riproduzione, dal Prof. Giovanni M. Colpi, Direttore Scientifico e Andrologo, insieme al Dr. Ettore Caroppo e al Dr. Paul Pirtea.

Nel corso del congresso sono stati approfonditi protocolli clinici innovativi e approcci terapeutici d’avanguardia, con un obiettivo condiviso: migliorare sempre di più la qualità delle cure offerte ai pazienti e aumentare le possibilità di successo nei percorsi di procreazione medicalmente assistita.

Genetica di precisione, microbiota e intelligenza artificiale: i temi al centro del confronto

Nel corso delle diverse sessioni, il congresso ha affrontato alcuni dei temi più attuali e promettenti della medicina della riproduzione, con uno sguardo sempre orientato alla personalizzazione delle cure.

Tra i primi focus, il ruolo sempre più centrale del microbiota e della nutrizione, oggi considerati elementi chiave nel percorso di fertilità, insieme alle nuove prospettive nella gestione di condizioni complesse come l’endometriosi e l’insufficienza ovarica prematura.

La seconda parte dei lavori si è concentrata sulla genetica di precisione e sulle innovazioni nel sequenziamento del DNA: strumenti che stanno trasformando l’approccio clinico, permettendo di ottimizzare in modo sempre più mirato la fertilità, sia femminile che maschile.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle prospettive future, con un approfondimento sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nella procreazione medicalmente assistita. L’integrazione tra nuove tecnologie e protocolli scientifici avanzati apre infatti scenari sempre più promettenti, contribuendo a migliorare i tassi di successo e la qualità delle cure offerte alle coppie.

A chiudere il congresso, una sessione dedicata all’infertilità maschile, con un focus sulle tecniche microchirurgiche per il trattamento dell’azoospermia e sugli sviluppi nello studio del dominio corticale dell’ovocita, ambiti che stanno offrendo nuove opportunità terapeutiche.

Nel panorama della medicina riproduttiva, ogni successo non rappresenta una semplice statistica, ma una nuova famiglia che nasce. In un contesto in cui la fecondazione assistita agevola mediamente la nascita di 2.500 bambini all’anno in Svizzera (il 3% del totale), il successo di questa edizione del Congresso conferma come lo scambio scientifico e un approccio medico personalizzato siano i veri motori del cambiamento.” dichiara la nostra Dr.ssa Marina Bellavia. “Lo testimoniano anche i dati della nostra clinica sui cicli FIVET/ICSI, dove abbiamo raggiunto un tasso di gravidanza evolutiva al primo transfer del 40,1%, rispetto al 27,3% della media ministeriale (cioè il 46,8% in più.) Ancora più rilevanti sono i risultati dell’ovodonazione, che registrano un tasso di gravidanza evolutiva al primo transfer del 58,14%, rispetto al 39,1% del dato nazionale (cioè il 48% in più). Questi numeri sottolineano l’efficacia di percorsi ancora oggi poco conosciuti o sottovalutati, confermando che l’eccellenza scientifica è la chiave per offrire risposte reali a chi desidera un figlio.”

Le nuove frontiere nella cura dell’infertilità maschile

Tra i focus principali di questa edizione del congresso, un’attenzione particolare è stata dedicata all’evoluzione dell’andrologia e alle nuove possibilità di trattamento dell’infertilità maschile.

Durante il suo intervento, il Prof. Giovanni Maria Colpi ha posto l’attenzione su una delle condizioni più complesse: l’azoospermia non ostruttiva (NOA), la forma più severa di infertilità maschile, caratterizzata dall’assenza totale di spermatozoi nel liquido seminale.

Fino a pochi anni fa, una diagnosi di questo tipo veniva spesso vissuta come definitiva. Oggi, però, lo scenario è cambiato in modo significativo. I dati presentati durante il congresso mostrano infatti come, nel 57–59% dei pazienti, sia possibile individuare focolai di produzione di spermatozoi all’interno del testicolo. Un risultato che apre nuove prospettive e che cambia concretamente il modo in cui queste diagnosi possono essere affrontate, sia dal punto di vista clinico che umano.

Il vero punto di svolta risiede nell’utilizzo della MicroTESE (Microdissection Testicular Sperm Extraction), una tecnica microchirurgica avanzata che rappresenta oggi il gold standard internazionale.

Grazie all’impiego di un microscopio operatore ad alto ingrandimento (fino a x36), questa procedura consente di esplorare in modo estremamente preciso il tessuto testicolare e di individuare direttamente i tubuli seminiferi in cui è ancora presente attività spermatogenetica, aumentando in modo significativo le possibilità di recupero degli spermatozoi. “Grazie ad una esperienza di 27 anni ed una casistica di oltre 2300 interventi, la Microtese è diventata un intervento di fatto meno invasivo e scevro di complicazioni rispetto alla TESE e con un decorso virtualmente pressoché indolore. L’elevato tasso di successo, imputabile alla lunga esperienza microchirurgica e al continuo perfezionamento delle tecniche biologiche di ricerca degli spermatozoi, accoppiato alla ICSI effettuata in contemporanea, ha portato i tassi di gravidanza clinica e di “live birth” ai massimi livelli dell’eccellenza internazionale” ha dichiarato il nostro Prof. Colpi.

Ha inoltre aggiunto che un’adeguata preparazione del paziente nei mesi precedenti l’intervento, mediante ormoni e/o altri farmaci ed il rispetto di un preciso stile di vita ha ulteriormente migliorato tutti gli indici di successo, consentendo gravidanze anche a molte coppie considerate senza speranza in numerosi altri Centri.

Genetica e infertilità: verso una diagnostica sempre più personalizzata

Un altro tema centrale del Congresso ha riguardato le più recenti innovazioni nel campo della genetica di precisione, oggi sempre più determinante nei percorsi di procreazione medicalmente assistita. Parliamo di un’evoluzione che sta cambiando concretamente l’approccio clinico: da un lato permette di ottimizzare le tempistiche, dall’altro contribuisce a ridurre il carico emotivo ed economico per i pazienti, aumentando al tempo stesso le probabilità di successo.

Tra gli interventi più rilevanti, quello del Dr. Xavier Pollet-Villard, Head Embryologist e Andrologist, Direttore di Laboratorio e Fondatore del Nataliance ART and Andrology Center presso il Pôle Santé Oréliance di Saran (Francia), che ha delineato le nuove direttrici della medicina riproduttiva.

In particolare, è stato approfondito il ruolo delle tecnologie di sequenziamento del DNA di nuova generazione, come il Long-Read Sequencing (LRS), che stanno trasformando radicalmente la diagnostica. Questa tecnica consente di analizzare lunghi tratti di DNA in modo continuo, individuando alterazioni strutturali e attività epigenetiche che, fino a poco tempo fa, risultavano difficili da identificare.

Le implicazioni cliniche sono significative. Nel caso dell’infertilità maschile, la possibilità di identificare varianti genetiche specifiche permette di evitare, fin dalle prime fasi, trattamenti destinati al fallimento, orientando i pazienti verso strategie più mirate ed efficaci.

Allo stesso modo, la genetica di precisione rappresenta un supporto fondamentale anche nella gestione dei casi complessi e della poliabortività. L’analisi dettagliata del DNA consente infatti di individuare con maggiore accuratezza eventuali riarrangiamenti cromosomici, migliorando l’affidabilità dei test genetici pre-impianto e contribuendo a ridurre, quando possibile, il ricorso a esami prenatali invasivi per la donna.

Uno sguardo al futuro della medicina della riproduzione

Il 3rd International Meeting “The Future of A.R.T.” ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, ma anche un’occasione concreta per rafforzare il ruolo della nostra clinica come punto di riferimento internazionale nella ricerca e nell’innovazione in medicina della riproduzione.

La presenza di esperti provenienti da diversi contesti scientifici ha permesso di condividere conoscenze, esperienze e nuove prospettive, contribuendo a delineare approcci sempre più personalizzati nella cura dell’infertilità.

È proprio da questo dialogo continuo, fondato su rigore scientifico e collaborazione, che nascono nuove possibilità: percorsi di cura più mirati, maggiore consapevolezza e strumenti sempre più efficaci per accompagnare i pazienti lungo il loro cammino.

Con lo sguardo già rivolto al futuro, il nostro impegno continua. Ci vediamo al prossimo congresso.

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