Negli ultimi anni, il desiderio di maternità si scontra sempre più spesso con una realtà biologica difficile da ignorare: il tempo è uno dei principali nemici della fertilità femminile. Le donne tendono a posticipare la scelta di diventare madri, spinte da ragioni personali, professionali o sociali. Tuttavia, la biologia non si adatta ai cambiamenti culturali, e la capacità riproduttiva diminuisce progressivamente con l’età.

Preservare la fertilità quando si è ancora giovani può essere una scelta consapevole e strategica, non solo per chi affronta situazioni mediche specifiche, ma anche per chi desidera prendersi del tempo prima di affrontare una gravidanza.

Quando è il momento giusto per congelare gli ovociti?

«Da giovani», spiega la Dr.ssa Marina Bellavia, Specialista in Medicina della Riproduzione presso il nostro centro per la fertilità ProCrea di Lugano. «Preferibilmente entro i 30 anni. Comunque è bene non superare i 35». Per quanto controversa, la scelta di crioconservare gli ovociti è sempre più diffusa.

Mancano dati precisi, ma la tendenza è in aumento anche a livello internazionale: secondo alcuni articoli recenti del Daily Mail, nel Regno Unito le richieste sarebbero quadruplicate nel giro di un anno. Negli Stati Uniti si inizia già a parlare di una “moda”.

«Trattare questo tema come un nuovo trend o una moda – come se fosse un vestito da indossare o il telefono di ultima generazione da acquistare – significa banalizzare un argomento serio e delicato», sottolinea la specialista. «La crioconservazione degli ovociti, o social freezing, è una possibilità concreta per non perdere il proprio potenziale riproduttivo. In alcuni casi, come per le pazienti che devono affrontare una chemioterapia, rappresenta l’unica opzione per poter realizzare il desiderio di diventare madre in futuro».

Perché è importante conservare la fertilità?

«Partiamo da un dato di fatto: le donne tendono a rimandare la maternità, spesso senza considerare che il tempo è il principale fattore di rischio per la fertilità femminile», spiega la Dr.ssa Bellavia. In Italia, secondo i dati ISTAT, nel 2014 una donna su tre (33,5%) è diventata mamma dopo i 35 anni – nel 2000 era solo una su cinque. In dieci anni, l’età media al parto è salita da 28 a 31,5 anni.

Si diventa madri sempre più tardi, ma non si vuole rinunciare alla maternità. «È quasi una contraddizione in termini», osserva Bellavia. «A 25 anni la fertilità è molto più alta rispetto ai 35. A 40 anni non si è anagraficamente vecchi, ma gli ovuli lo sono. Se si prevede di rimandare la gravidanza, l’unica strategia concreta è fermare il processo di invecchiamento ovocitario conservando i propri ovuli quando sono ancora di buona qualità. In questo modo, sarà possibile usarli più avanti in un momento di maggiore stabilità personale, professionale o emotiva».

In cosa consiste la crioconservazione degli ovociti?

Il processo inizia con una stimolazione ormonale controllata, seguita da un prelievo ovocitario. Gli ovociti prelevati vengono poi congelati tramite vitrificazione, una tecnica di congelamento ultra rapido che garantisce tassi di sopravvivenza superiori al 95%. Gli ovuli vengono conservati in azoto liquido in attesa di essere utilizzati.

Nel momento in cui la paziente sceglierà di procedere, gli ovociti verranno scongelati, fecondati in vitro e, una volta formati gli embrioni, trasferiti in utero. I tassi di successo (cioè di raggiungimento della gravidanza) superano il 60%.

«Per non vanificare gli sforzi e garantire un vero patrimonio di fertilità, la raccomandazione è quella di scegliere di congelare gli ovociti il prima possibile. L’ideale sarebbe farlo prima dei 30 anni; sicuramente entro i 35, oltre i quali le possibilità di successo potrebbero richiedere più tentativi», conclude la Dr.ssa Bellavia.

Guardare al futuro con consapevolezza

Preservare la fertilità non significa rinunciare al presente, ma prendersi cura del proprio futuro riproduttivo con maggiore libertà e consapevolezza. È una possibilità concreta per tutte quelle donne che desiderano tenere aperta la porta della maternità, anche se oggi non si sentono ancora pronte.

Grazie ai progressi della Medicina della Riproduzione e all’esperienza di centri specializzati come la nostra clinica ProCrea, oggi è possibile affrontare questo percorso con serenità, accompagnate da un’équipe che mette al centro la persona, le sue scelte e i suoi tempi.

Vuoi prenotare un primo colloquio presso la nostra clinica?
Condividi questo post