L’endometriosi e il suo impatto sulla fertilità

L’endometriosi è una condizione complessa e spesso invalidante che colpisce circa il 5% delle donne. Si stima che in Europa ne soffrano circa 14 milioni di persone, di cui oltre 3 milioni solo in Italia. Si manifesta quando l’endometrio, il tessuto che normalmente riveste l’interno dell’utero, si localizza al di fuori di esso, interessando in genere ovaie, tube, peritoneo e altri organi pelvici.

Questa patologia può comparire già a partire dal menarca e persistere fino alla menopausa, con maggiore frequenza tra i 25 e i 35 anni. I sintomi includono dolori mestruali intensi, dolore durante i rapporti sessuali, algie pelviche croniche e, in alcuni casi, disturbi alla minzione o alla defecazione. Oltre al dolore, uno degli effetti più significativi è la possibile compromissione della fertilità.

L’alimentazione può aiutare a contrastare l’endometriosi?

Sì, seguire un’alimentazione mirata può fare la differenza. Secondo la Fondazione Italiana Endometriosi, una dieta equilibrata può contribuire a ridurre i livelli di infiammazione e attenuare i dolori associati alla malattia. Il cibo, quindi, non è solo nutrimento, ma può diventare un valido alleato nella gestione dell’endometriosi.

Le fibre, ad esempio, svolgono un doppio ruolo: migliorano la funzione intestinale e contribuiscono alla riduzione degli estrogeni circolanti, riducendo così l’impatto sugli organi estrogeno-dipendenti. Via libera quindi a verdure, legumi, frutta, cereali integrali e semi oleosi.

Particolarmente utili sono anche gli acidi grassi omega 3, noti per la loro azione antinfiammatoria. Questi nutrienti favoriscono la produzione della prostaglandina PGE1, che contribuisce ad abbassare l’infiammazione addominale. Si trovano in alimenti come pesce azzurro, salmone, tonno, olio extravergine di oliva, frutta secca, avocado e semi (di lino, di chia, di girasole, di zucca).

Gli alimenti da evitare in caso di endometriosi

Così come alcuni cibi possono aiutare, altri possono peggiorare l’infiammazione o stimolare la produzione di estrogeni. È quindi consigliabile limitare il consumo di carne rossa e latticini, prediligendo carne bianca da allevamenti controllati e fonti proteiche vegetali. Meglio evitare le farine raffinate, preferendo quelle integrali o semi-integrali.

Esistono poi alimenti da cui sarebbe meglio astenersi del tutto: lo zucchero bianco, i dolci industriali, le bevande zuccherate, gli alcolici e la caffeina. Attenzione anche agli alimenti ricchi di estrogeni (come avena e segale) o fitoestrogeni (come la soia e i suoi derivati), così come ai prodotti lattiero-caseari di origine animale non tracciabile, che potrebbero contenere ormoni e antibiotici.

Endometriosi e infertilità: diventare mamme è possibile

L’associazione tra endometriosi e infertilità è ben documentata: si stima che circa il 30-40% delle donne affette dalla patologia possa incontrare difficoltà nel concepire. Le cause non sono del tutto chiare, ma tra le ipotesi principali c’è quella del passaggio di frammenti di endometrio, durante le contrazioni mestruali, dall’utero alle tube e da lì all’addome, dove possono impiantarsi su peritoneo e organi pelvici.

Secondo la Dr.ssa Marina Bellavia, Ginecologa specialista in Medicina della Riproduzione presso la nostra clinica Next Fertility ProCrea di Lugano, l’endometriosi è influenzata sia da fattori genetici sia da fattori ambientali: “Il rischio è fino a sette volte superiore se madre o sorella ne soffrono. Ma è importante anche considerare l’esposizione a sostanze chimiche inquinanti. Ecco perché la qualità di ciò che mangiamo e beviamo deve essere sempre sotto controllo”.

L’importanza della diagnosi precoce e di un approccio multidisciplinare

La buona notizia è che una gravidanza, anche in presenza di endometriosi, è possibile. “Grazie ai progressi degli ultimi anni, oggi possiamo raggiungere percentuali di successo superiori al 30% — spiega la Dr.ssa Bellavia —. Tuttavia, è fondamentale tenere in considerazione l’età della donna e arrivare alla diagnosi il prima possibile”.

In alcuni casi, agire direttamente sull’infiammazione ha portato a un incremento delle gravidanze spontanee: ridurre la risposta autoimmune dell’organismo sembra favorire l’impianto dell’embrione.

Presso il nostro centro ProCrea, il lavoro d’équipe è parte integrante del percorso terapeutico. L’interazione costante tra ginecologi, andrologi, nutrizionisti e specialisti della riproduzione consente di offrire alle pazienti un’assistenza completa, personalizzata e orientata al risultato.

Alimentazione, prevenzione e fiducia

Prendersi cura della propria alimentazione, agire tempestivamente sui sintomi e affidarsi a professionisti competenti sono passi fondamentali per affrontare l’endometriosi con maggiore consapevolezza e serenità. Diventare mamme è possibile: con la giusta diagnosi, un percorso medico personalizzato e un approccio positivo, il sogno di una gravidanza può diventare realtà.

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