Durante una recente diretta Instagram dedicata al tema dell’insulino-resistenza, la Dr.ssa Marina Bellavia, Direttore Sanitario e Ginecologa specialista in Medicina della Riproduzione presso la nostra clinica Next Fertility ProCrea, ha dialogato con la Dr.ssa Gemma Fabozzi, embriologa clinica e nutrizionista.
Un confronto nato per portare chiarezza su un argomento spesso sottovalutato, come spiega la Dr.ssa Bellavia: “L’insulino-resistenza è una causa subdola: spesso non viene messa in evidenza facilmente.”
L’incontro ha esplorato definizioni, diagnosi e implicazioni sulla fertilità, offrendo una panoramica molto utile per tutte le donne che affrontano un percorso di concepimento spontaneo o di procreazione medicalmente assistita (PMA).
Che cos’è l’insulino-resistenza e cosa succede quando l’insulina non funziona correttamente?
L’insulino-resistenza (IR) è la condizione in cui i tessuti bersaglio dell’insulina – muscoli e fegato – non rispondono in modo adeguato al segnale dell’ormone. Il glucosio rimane così nel sangue più a lungo e il pancreas è costretto a produrre maggiori quantità di insulina per compensare.
La Dr.ssa Fabozzi ha chiarito il meccanismo: “L’insulina dovrebbe aprire delle porte nelle cellule per far entrare il glucosio; nell’insulino-resistenza queste porte non si aprono.”
Questa condizione porta alla cosiddetta iperinsulinemia compensatoria e alimenta processi infiammatori e di stress ossidativo, che hanno ripercussioni non solo sul metabolismo generale, ma anche sulla salute riproduttiva.
Perché l’insulino-resistenza genera infiammazione e come questo impatta la fertilità?
Secondo la Dr.ssa Bellavia, l’insulino-resistenza è spesso accompagnata da un caratteristico quadro clinico: “Nella paziente in sovrappeso o con obesità viscerale ci si aspetta l’insulina alta, perché il tessuto adiposo viscerale diventa un vero organo endocrino.”
Il grasso viscerale, infatti, produce citochine pro-infiammatorie che aggravano la resistenza insulinica. Anche nelle donne non in sovrappeso l’insulina elevata può generare infiammazione sistemica e stress ossidativo, che interferiscono con:
- ovulazione (più frequenti cicli anovulatori)
- maturazione ovocitaria
- equilibrio ormonale, con aumento degli androgeni liberi
- preparazione endometriale necessaria per l’impianto.
Come ha ricordato la Dr.ssa Fabozzi, valori alterati di insulina e IGF-1 possono influire sulla decidualizzazione dell’endometrio, cioè sul processo che rende l’utero recettivo all’embrione.
Le donne normopeso possono essere insulino-resistenti?
Una delle evidenze più forti emerse è che l’insulino-resistenza non riguarda solo le donne in sovrappeso. Anzi, come ha osservato la Dr.ssa Bellavia: “Stiamo scoprendo sempre più spesso questa condizione anche in pazienti magre, sportive, che seguono uno stile di vita regolare.”
Questo avviene anche in assenza dei classici segnali clinici. Per questo motivo è fondamentale, soprattutto in contesti di infertilità o fallimenti ripetuti, non basarsi solo sull’aspetto corporeo, ma eseguire esami specifici.
Un’attenzione particolare riguarda le donne con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Come ricordato nella diretta, nelle linee guida più recenti si suggerisce di valutare la curva glicemica e insulinica indipendentemente dal BMI, perché il rischio di IR è elevato anche nelle pazienti normopeso.
Che ruolo ha il microbiota intestinale nell’insulino-resistenza?
Durante la diretta è emerso chiaramente che l’intestino è un attore chiave nella regolazione metabolica. La Dr.ssa Fabozzi ha sottolineato come alcune disbiosi – ad esempio con crescita eccessiva di firmicutes o proteobatteri – possano favorire l’insulino-resistenza.
Gli studi citati durante il corso della diretta hanno mostrato infatti che il profilo metabolico può essere trasferito attraverso il microbiota: “Se trasferisco il microbiota di una paziente insulino-resistente in una persona sana, quest’ultima sviluppa la stessa condizione.”
Questo dato evidenzia quanto sia importante lavorare anche sulle abitudini alimentari come strumento di riequilibrio intestinale, soprattutto in presenza di patologie endocrino-metaboliche.
Quali esami servono davvero per diagnosticare l’insulino-resistenza?
Un messaggio centrale ribadito dalla Dr.ssa Bellavia è che la glicemia basale non è sufficiente. Infatti, molte pazienti infertili o con aborti ricorrenti presentano glicemia normale, ma insulina alterata.
La Dr.ssa Fabozzi ha spiegato che l’indice HOMA-IR può essere un primo orientamento, ma il test più accurato è un altro: “Il gold standard, soprattutto in chi ha PCOS, è la curva da carico glicemico con dosaggio dell’insulina.”
Nella pratica clinica spesso si osserva una curva glicemica perfettamente nella norma, mentre è l’insulina a presentare picchi elevati o andamenti irregolari. Anche l’emoglobina glicata non è un parametro affidabile: nelle pazienti con iperinsulinemia compensatoria può risultare normale o addirittura bassa.
In che modo l’insulino-resistenza influisce su ovulazione, qualità ovocitaria e impianto?
Durante il dialogo, la dr.ssa Bellavia ha ricordato che l’iperinsulinemia può ostacolare più fasi del processo riproduttivo: “L’insulino-resistenza può generare stress ossidativo che altera la maturazione degli ovociti.”
Inoltre, l’insulino-resistenza può modificare la disponibilità di androgeni, con effetti sulla regolarità dei cicli. Sul fronte endometriale, la Dr.ssa Fabozzi ha ricordato che l’insulina e l’IGF-1 giocano un ruolo nella vascolarizzazione e crescita dell’endometrio: un ambiente alterato può quindi interferire con l’impianto, anche in presenza di embrioni euploidi.
Cosa si può fare attraverso l’alimentazione e lo stile di vita?
Nella diretta è stato spiegato che non esiste una “dieta rigida” per l’insulino-resistenza, ma un insieme di strategie alimentari mirate a modulare la risposta insulinica.
Come ha sottolineato la Dr.ssa Fabozzi: “Non è questione di mangiare meno, ma di equilibrare il pasto.”
Alcuni principi condivisi durante la diretta:
- iniziare il pasto con verdure ricche di fibra
- abbinare sempre carboidrati, proteine e grassi buoni
- non consumare carboidrati “da soli”
- dare grande importanza alla cottura e alla qualità degli alimenti.
Anche la vita sociale può essere gestita in modo consapevole. Come ha ricordato la Dr.ssa Bellavia, è possibile mantenere uno stile di vita equilibrato senza rinunciare alla convivialità, purché si facciano scelte ragionate, soprattutto in occasioni come gli aperitivi.
Accanto alla nutrizione, l’attività fisica è cruciale perché migliora direttamente la sensibilità insulinica e aiuta a ridurre il grasso viscerale.
È necessario associare anche una terapia farmacologica?
In alcuni casi, soprattutto nei percorsi di PMA, la terapia nutrizionale da sola non basta. La Dr.ssa Bellavia ha riportato un’esperienza frequente: “Molte pazienti tornavano dall’endocrinologo dicendo che era tutto nella norma. Poi, una volta iniziata la metformina, sono arrivate alla gravidanza.”
Questo sottolinea l’importanza di un endocrinologo esperto in medicina della riproduzione e di un approccio integrato.
Perché serve un approccio multidisciplinare nei percorsi di fertilità?
La Dr.ssa Bellavia ha concluso la diretta ricordando che per aumentare le probabilità di successo è necessario valutare la paziente nel suo complesso: “La medicina della riproduzione offre grandi possibilità, ma se non attenzioniamo alcuni aspetti arriviamo solo fino a un certo punto.”
E l’insulino-resistenza è uno di quei tasselli che possono fare la differenza.
La collaborazione tra ginecologia, embriologia clinica, nutrizione e endocrinologia permette infatti di affrontare la fertilità con una prospettiva completa e personalizzata, migliorando non solo le probabilità di concepimento, ma anche il benessere generale della paziente.
FAQ – Domande frequenti sull’insulino-resistenza e fertilità
- L’insulino-resistenza può esserci anche con glicemia normale?
Sì. È uno dei messaggi più chiari emersi nella diretta: la glicemia basale può essere perfetta anche in presenza di insulino-resistenza. Per questo è necessario valutare insulina basale, indice HOMA-IR e, nei casi indicati, curva da carico glicemica e insulinica.
- È possibile essere normopeso e insulino-resistenti?
Assolutamente sì. Molte pazienti normopeso o sportive presentano un quadro di insulino-resistenza nonostante l’aspetto fisico non suggerisca rischi metabolici. La condizione è frequente anche in caso di PCOS.
- L’insulino-resistenza influisce sul transfer di embrioni?
Sì, può influire. L’insulina e l’IGF-1 partecipano ai processi di decidualizzazione e vascolarizzazione dell’endometrio: valori alterati possono rendere più difficile l’impianto, anche con embrioni euploidi.
- Come si può migliorare l’insulino-resistenza?
Attraverso due strumenti principali: alimentazione equilibrata e attività fisica costante. Nei casi necessari, l’endocrinologo può associare farmaci insulino-sensibilizzanti.
- La sola dieta basta per risolvere l’insulino-resistenza?
Non sempre. Soprattutto nei percorsi di PMA, può essere necessario un trattamento combinato che includa anche una terapia farmacologica, come riportato più volte nella diretta.
