Il varicocele è una delle cause più comuni e potenzialmente trattabili di infertilità maschile. Presente in circa il 15% della popolazione generale e fino al 40% degli uomini con problemi di fertilità, è una condizione spesso sottovalutata, ma che può compromettere la qualità del liquido seminale e, nei casi più gravi, causare alterazioni profonde della funzione testicolare.
In questo articolo approfondiamo che cos’è il varicocele, quali sono i suoi effetti sulla fertilità e quando è opportuno ricorrere a un trattamento. Lo facciamo grazie all’esperienza del Prof. Giovanni M. Colpi, Direttore Scientifico e Andrologo presso la nostra clinica.
Cos’è il varicocele
Il varicocele consiste in una dilatazione anomala delle vene che drenano il sangue dal testicolo, una sorta di “varici” localizzate a livello scrotale. Colpisce con maggiore frequenza il testicolo sinistro, per ragioni anatomiche, ma può presentarsi anche a destra o in forma bilaterale.
Di solito insorge dopo la pubertà, tra i 15 e i 25 anni. Nella maggior parte dei casi, il varicocele è causato da un’inversione del normale flusso sanguigno: invece di risalire verso il cuore, il sangue refluisce verso il testicolo, accumulandosi nelle vene. Questo ristagno può alterare il delicato equilibrio che garantisce il corretto funzionamento del testicolo. Si osservano un aumento della temperatura locale, una ridotta eliminazione di sostanze metaboliche e il possibile ritorno verso il testicolo di sostanze tossiche prodotte da rene e surrene.
Sintomi e segnali da non sottovalutare
Non sempre il varicocele dà sintomi evidenti. Spesso viene diagnosticato per caso, durante una visita andrologica o un controllo per infertilità. In alcuni casi, però, può manifestarsi con un senso di peso o fastidio al testicolo, soprattutto dopo una giornata in piedi o dopo uno sforzo fisico. Talvolta il paziente, durante l’autopalpazione, può avere la sensazione – come descrive in modo colorito un noto testo medico americano – di palpare “un groviglio di lombrichi” sopra il testicolo.
Nei bambini e negli adolescenti, il varicocele può rallentare la crescita del testicolo interessato, un campanello d’allarme importante per il medico.
Varicocele e infertilità maschile
Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato un legame diretto tra varicocele e alterazioni della qualità del liquido seminale. Il numero di spermatozoi, la loro motilità e morfologia possono risultare compromessi. Nei casi più gravi, il varicocele può contribuire allo sviluppo di un’azoospermia non-ostruttiva, condizione in cui il liquido seminale è privo di spermatozoi per deficit produttivo testicolare.
Ecco perché il varicocele è da considerare una condizione clinica da valutare attentamente nei percorsi di diagnosi e cura dell’infertilità maschile.
Diagnosi: visita, ecocolordoppler e spermiogramma
La diagnosi di varicocele si basa innanzitutto su una visita andrologica accurata, durante la quale lo specialista valuta il grado di dilatazione venosa e la consistenza testicolare. Per una conferma oggettiva, è indispensabile eseguire un’ecografia con Eco-Color-Doppler dei vasi spermatici. Questo esame consente di visualizzare il flusso venoso e quantificare il reflusso di sangue che caratterizza il varicocele.
A completamento della diagnosi, viene sempre richiesto un esame del liquido seminale (spermiogramma), che permette di valutare l’impatto della condizione sulla fertilità del paziente.
Quando è necessario intervenire?
Non tutti i varicoceli richiedono un trattamento chirurgico. L’intervento è indicato quando il varicocele è sintomatico, se provoca alterazioni documentate dello sperma o nei casi in cui il testicolo risulta ridotto di volume, soprattutto nei pazienti giovani. Anche in presenza di progetti riproduttivi difficili da realizzare naturalmente, la correzione del varicocele può aumentare le probabilità di successo.
Attualmente non esistono terapie farmacologiche efficaci per risolvere il varicocele: l’unico approccio realmente risolutivo è quello chirurgico.
Tecniche chirurgiche: tradizione e innovazione
Le tecniche tradizionali, come l’intervento di Ivanissevich (accesso addominale con legatura della vena spermatica) o la tecnica di Palomo (oggi poco utilizzata), sono ancora valide in alcuni casi complessi, ma comportano un decorso post-operatorio più lungo e una maggiore invasività. Il recupero può richiedere fino a 2–3 settimane, e non sono rari i casi di recidiva.
Presso la nostra clinica Next Fertility ProCrea, sotto la direzione del Prof. Giovanni M. Colpi, vengono invece adottate da anni tecniche mini-invasive, che rappresentano oggi lo standard più evoluto nella chirurgia andrologica del varicocele.
L’approccio mini-invasivo del Prof. Colpi
La tecnica subinguinale con sclerotizzazione anterograda intraoperatoria, perfezionata proprio dal Prof. Colpi insieme al suo team, prevede una piccola incisione sotto l’inguine. Si isola il funicolo spermatico e si individuano le vene di calibro maggiore, in cui viene iniettato un liquido sclerosante che si distribuisce anche nei vasi più piccoli, occludendoli in modo selettivo. L’arteria testicolare viene accuratamente preservata. Il paziente può tornare alle normali attività già dopo 36–48 ore, senza dolore.
Un’altra opzione molto efficace è la tecnica di Tauber modificata, che si esegue attraverso un’incisione a livello scrotale, in anestesia locale e regime di Day Surgery. Anche in questo caso, l’approccio è rapido, sicuro e permette una ripresa pressoché immediata.
L’efficacia di queste procedure è confermata da numerosi dati clinici: nella casistica del Prof. Colpi si osserva una percentuale di recidive bassissima (0,6% per la tecnica subinguinale e 5% per la Tauber modificata).
E le alternative?
Esistono anche altre metodiche, come la sclerotizzazione retrograda per via radiologica, la laparoscopia o la chirurgia microchirurgica, ma si tratta di tecniche più complesse, costose e non sempre risolutive. L’esperienza chirurgica e la personalizzazione del trattamento restano fattori fondamentali per ottenere risultati duraturi e minimizzare il rischio di complicanze.
Agire in tempo per tutelare la fertilità maschile
Il varicocele è una condizione benigna, ma con conseguenze potenzialmente significative sulla fertilità maschile. Riconoscerlo e trattarlo in modo tempestivo, quando indicato, può migliorare sensibilmente la qualità dello sperma e le prospettive di concepimento.
Rivolgersi a un centro altamente specializzato come la nostra clinica Next Fertility ProCrea, dove opera il Prof. Giovanni M. Colpi con un’équipe dedicata alla salute riproduttiva maschile, garantisce accesso a:
- diagnosi precise, basate su esami strumentali aggiornati;
- trattamenti chirurgici mirati, con tecniche mini-invasive e tempi di recupero rapidissimi;
- una visione clinica integrata che mette al centro il progetto di fertilità della coppia.
Per affrontare in modo efficace il varicocele e le sue possibili conseguenze sulla fertilità, è fondamentale affidarsi a un team di specialisti con comprovata esperienza. Il nostro centro è a disposizione per accompagnare ogni paziente in un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato, con l’obiettivo di tutelare al meglio la salute riproduttiva.
