L’ovodonazione, una delle tecniche di fecondazione assistita eterologa più efficaci, rappresenta oggi una reale opportunità per molte coppie che desiderano diventare genitori. Nonostante i suoi alti tassi di successo, suscita spesso dubbi e paure legate soprattutto all’aspetto emotivo e psicologico.

Su questo tema hanno condiviso la loro esperienza la Dr.ssa Marina Bellavia, Direttore Sanitario e Ginecologa specialista in Medicina della Riproduzione presso la nostra clinica, e il Dr. Davide Golino, specialista in Ginecologia e Ostetricia, offrendo una panoramica chiara e realistica su cosa significhi affrontare un percorso di ovodonazione.

Cos’è l’ovodonazione e quando si fa

L’ovodonazione è un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA) che prevede l’utilizzo di ovociti donati da una donatrice anonima, fecondati con il seme del partner o di un donatore, e successivamente trasferiti nell’utero della ricevente.

Secondo la Dr.ssa Bellavia, “si ricorre a questa tecnica quando la qualità o la quantità degli ovociti della donna non permettono più di ottenere una gravidanza con i propri gameti, oppure in presenza di patologie genetiche che si vogliono evitare.”

Le principali indicazioni per ricorrere all’ovodonazione sono:

  • età materna avanzata (soprattutto oltre i 43-44 anni)

  • menopausa precoce

  • malattie genetiche ereditarie

  • ridotta riserva ovarica o qualità ovocitaria compromessa

  • fallimenti ripetuti con altre tecniche di PMA.

La scelta della donatrice

Uno dei timori più frequenti riguarda la scelta della donatrice. Il Dr. Golino ha spiegato che “le donatrici vengono sottoposte a controlli medici e genetici molto approfonditi, per escludere malattie e garantire la massima sicurezza.”

Oltre agli screening clinici, viene effettuato un matching fenotipico, che abbina la donatrice alla coppia ricevente valutando caratteristiche fisiche come colore dei capelli, occhi, carnagione e gruppo sanguigno. Questo processo contribuisce a rassicurare le coppie e a rendere il percorso più sereno e consapevole.

Il percorso clinico dell’ovodonazione

La procedura di ovodonazione prevede la preparazione endometriale della donna ricevente, che segue una terapia ormonale mirata a rendere l’endometrio recettivo. Una volta pronti, gli embrioni ottenuti dalla fecondazione degli ovociti donati vengono trasferiti nell’utero.

Le percentuali di successo sono elevate: l’ovodonazione rappresenta oggi una delle tecniche di fecondazione eterologa con i tassi di gravidanza più alti.

Paure e resistenze delle coppie

Nonostante i dati incoraggianti, molte coppie vivono questo passaggio con esitazione. “La domanda che più spesso ci sentiamo rivolgere è: sarà un figlio mio?” racconta la Dr.ssa Bellavia.

Il Dr. Golino sottolinea che è fondamentale non banalizzare queste paure: “Ogni coppia deve avere il tempo di elaborare questa scelta. Noi medici possiamo spiegare, accompagnare e rassicurare, ma mai forzare. È una decisione profonda che deve maturare con consapevolezza.”

Ovodonazione ed epigenetica: perché la mamma influisce comunque sul bambino

Una delle chiavi per superare i dubbi è la comprensione del ruolo dell’epigenetica. Durante la gravidanza, l’ambiente uterino influisce sull’espressione dei geni dell’embrione.

La Dr.ssa Bellavia spiega: “La mamma che porta avanti la gravidanza non è mai un contenitore passivo. Attraverso l’epigenetica, il suo corpo dialoga con l’embrione e contribuisce a determinare il suo sviluppo.”

Questo significa che il legame madre-figlio comincia già in utero, indipendentemente dal patrimonio genetico dell’ovocita.

La gioia del risultato

Molte coppie che inizialmente erano scettiche raccontano, dopo aver intrapreso un percorso di ovodonazione, la gioia di aver realizzato il proprio desiderio di genitorialità.

Il Dr. Golino osserva: “All’inizio può sembrare una montagna da scalare, ma quando arriva il risultato, la soddisfazione ripaga di ogni paura. Non esistono figli di serie A o di serie B: esiste il figlio desiderato, amato e atteso.”

Il valore di una scelta serena

L’ovodonazione è un’opportunità concreta e sicura per molte coppie che non possono contare sui propri gameti. È un percorso che unisce aspetti medici e psicologici, da affrontare con rispetto per i tempi e le emozioni di chi lo sceglie.

Come hanno sottolineato la Dr.ssa Bellavia e il Dr. Golino, ogni storia è unica: ciò che conta è che la coppia si senta pronta e serena, perché la genitorialità nasce prima di tutto dal desiderio e dall’amore.

Vuoi prenotare un primo colloquio presso la nostra clinica?
Condividi questo post